Secondo i primi dati dell’Osservatorio, nelle Marche le imprese familiari sono il 95,2% delle società di capitali e generano 48 miliardi di euro di ricavi Con il 42,5% dei leader che ha almeno 60 anni, pianificare la transizione generazionale e strutturare la governance è fondamentale per assicurare la continuità aziendale
Ancona, 16 ottobre 2026 – Nelle Marche il 95,2% delle società di capitali è a controllo familiare: 27.997 imprese che generano 48 miliardi di euro di ricavi e occupano oltre 193 mila addetti. Ma il 42,5% dei leader ha almeno 60 anni. Come garantire la continuità aziendale e preparare la transizione generazionale?
È questa la sfida più importante che emerge dai primi risultati dell’Osservatorio regionale sulle imprese familiari, presentati oggi da Confindustria Ancona e Università Politecnica delle Marche durante l’incontro “Imprese familiari marchigiane: storie, numeri e visioni” con interventi di Diego Mingarelli, presidente di Confindustria Ancona; Roberta Fileni, vicepresidente con delega alle Imprese familiari; Giacomo Bugaro, assessore regionale allo Sviluppo Economico; Maria Serena Chiucchi, direttrice del Dipartimento di Management di UNIVPM; e Alessandro Cinti, ricercatore dello stesso Dipartimento e referente del progetto.
Avviato nel 2025 da Confindustria Ancona con UNIVPM e AIDAF – Associazione Italiana delle Imprese Familiari, con il supporto di Azimut Capital Management SGR S.p.A., Deloitte & Touche S.p.A. e AON S.p.A., l’Osservatorio affianca alla ricerca la formazione universitaria con il corso “Strategie e creazione di valore nelle imprese familiari”, attivato presso il Dipartimento di Management dell’Università Politecnica delle Marche.
I dati, elaborati dalla Politecnica delle Marche sulla base di AIDA Bureau van Dijk aggiornati al 30 settembre 2026, indicano la necessità di trasformare la transizione generazionale in un percorso pianificato, attraverso l’affiancamento tra generazioni, la delega progressiva delle responsabilità e una governance più moderna e strutturata, per assicurare continuità e sviluppo nel tempo.
Nonostante il loro peso economico, infatti, l’87,6% delle imprese familiari è ancora alla prima generazione, il 10,9% è alla seconda e appena l’1,5% alla terza o successive. Il passaggio generazionale è già avvenuto nel 10% delle aziende con meno di dieci dipendenti, contro il 57% di quelle con oltre 250. Le imprese che hanno superato la prima generazione, pur rappresentando il 12,4% del totale, concentrano il 31,5% degli addetti e il 38,7% dei ricavi del comparto. L’urgenza emerge anche dall’età media dei leader, pari a 57 anni, e da una governance concentrata: nel 70,8% delle imprese è presente un unico amministratore. L’indice elaborato dallo studio individua 4.313 imprese, pari al 15% del totale, con oltre 22 mila addetti, per le quali la successione richiede particolare attenzione. In 2.399 aziende (8,4% del totale) due generazioni condividono già la gestione, quota che sale a una su quattro tra quelle con almeno 50 dipendenti.
Alla presentazione dei dati sono seguiti un approfondimento sugli strumenti per la continuità e lo sviluppo aziendale, con Andrea Palma (Azimut), Jessica Lanari (Deloitte) e Mauro Lenzi (AON), e una tavola rotonda sulle esperienze di passaggio generazionale con Michele Galassi (SIGE), Andrea Falcetelli (Univel Management Company) e Francesco Luna (LF).
“Le imprese familiari rappresentano una delle principali ricchezze economiche e sociali delle Marche. L’Osservatorio regionale, realizzato in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, ci permette di conoscerne più a fondo caratteristiche ed esigenze e di avviare azioni concrete a sostegno della transizione generazionale e della continuità aziendale”, osserva Diego Mingarelli, Presidente di Confindustria Ancona. “Il futuro delle imprese non si improvvisa: si prepara insieme. Vogliamo essere al fianco degli imprenditori, favorendo la formazione di una nuova classe dirigente e rafforzando le connessioni tra imprese, professionisti e sistema finanziario. Lavoreremo in sinergia con le istituzioni e il mondo della formazione per trasformare la successione in un’opportunità di crescita, innovazione e sviluppo, contribuendo a garantire continuità al tessuto produttivo e un futuro industriale solido alle Marche”.
“Affiancare le imprese familiari nella transizione generazionale è una priorità della politica industriale della Regione Marche. Questa sfida riguarda la competitività dell’intero sistema produttivo. I dati dell’Osservatorio offrono una base preziosa per individuare le esigenze delle aziende e orientare risorse e strumenti di sostegno. Il nostro ruolo è facilitare questa evoluzione, rafforzando il confronto con Confindustria e l’università per accompagnare lo sviluppo del territorio” dichiara Giacomo Bugaro, assessore regionale allo Sviluppo Economico.
“Non ci siamo fermati alle grandi imprese: abbiamo analizzato tutte le 29.368 società di capitali marchigiane, con dieci anni di bilanci, assetti proprietari e cariche, e i algoritmi semantici per analizzare i siti aziendali e ricostruire storie che i registri non vedono. Poi siamo entrati nelle aziende, intervistando genitori e figli. I numeri dicono quante imprese affrontano la transizione generazionale; le persone ci hanno spiegato come si supera: portando in impresa innovazione e competenze nuove” afferma Alessandro Cinti, Docente di Modelli di Business e Strategie di Marketing e ricercatore presso il Dipartimento di Management dell’Università Politecnica delle Marche.
“Un’impresa familiare è un patrimonio che va oltre chi la guida: crea lavoro, custodisce competenze e genera valore per il territorio. Noi imprenditori poniamo le basi della crescita, ma per far prosperare una comunità è essenziale il contributo delle istituzioni, di Confindustria e dell’università” sottolinea Roberta Fileni, vicepresidente di Confindustria Ancona con delega alle Imprese familiari. “La transizione generazionale è quindi anche una questione sociale: mantenere le aziende vive e dinamiche significa dare ai giovani spazio, responsabilità e opportunità per costruire qui il proprio futuro. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto nel progetto e lo hanno sostenuto, rendendo possibile questo percorso condiviso”.
Ufficio Stampa Confindustria Ancona