Report di sostenibilità: quali aziende saranno obbligate?

Nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 16.12.2022 è stata pubblicata la Direttiva n. 2022/2464 che estenderà gradualmente l’obbligo di Rendicontazione societaria della sostenibilità fino a 50.000 imprese circa nella UE (attualmente poco più di 11.000 imprese sono obbligate).

Perché nasce la nuova direttiva

La rivisitazione delle norme concernenti l’obbligo di comunicazione di informazioni di carattere non finanziario nasce dal “Green Deal” europeo.
Il Green Deal rappresenta la nuova strategia di crescita dell’Unione Europea ed è costituito da un pacchetto di iniziative strategiche che mira ad avviare l’UE sulla strada di una transizione verde, con l’obiettivo ultimo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
Questa iniziativa intende dissociare la crescita economica dall’uso delle risorse e garantire che tutte le regioni e tutti i cittadini dell’Unione partecipino a una transizione socialmente giusta verso un sistema economico sostenibile, rafforzando l’economia sociale di mercato dell’Unione e contribuendo a garantire che essa sia pronta per il futuro e generi stabilità, posti di lavoro, crescita e investimenti sostenibili.

Estensione dell’obbligo di rendicontazione

Le regole della CSRD (Corporate Sostainability Reporting Directive), che prevedono l’obbligo di rendicontazione della sostenibilità per alcuni soggetti, avranno un’applicazione progressiva e si stima che estenderanno l’obbligatorietà a 50.000 imprese nella UE, rispetto alle attuali 11.700 imprese obbligate.

Quali saranno le imprese obbligate alla rendicontazione

Le imprese obbligate alla dichiarazione non finanziaria prima della nuova direttiva erano le seguenti:

  • enti di interesse pubblico di grandi dimensioni, ossia con:
    – Numero di dipendenti > di 500;
    – Stato patrimoniale > 20 milioni di euro oppure ricavi > 40 milioni di euro;
  • società Benefit (legge di stabilità 2016) con regole dettate dalla specifica normativa.


Le imprese che saranno obbligate
alla pubblicazione del report di sostenibilità all’interno della relazione sulla gestione del bilancio sulla base della nuova direttiva una volta che sarà recepita dall’ordinamento nazionale:

  • società di grandi dimensioni che superano almeno 2 dei seguenti 3 parametri:
    – numero di dipendenti > 250;
    – stato patrimoniale > 20 milioni di euro;
    – ricavi > 40 milioni di euro;
  • PMI quotate (ad eccezione delle micro imprese);
  • Società benefit con regole dettate dalla specifica normativa.

Quali informazioni dovranno essere rendicontate

La reportistica sulla sostenibilità dovrà riportare le informazioni in merito alle strategie ed obiettivi ESG (ambiente, sociale e la gestione e il governo della società). I temi che dovranno essere affrontati in particolare riguarderanno il modello di business aziendale, la mappatura e il governo dei rischi con particolare riferimento a quelli ambientali, il principio di doppia materialità, la tassonomia green, gli aspetti sociali ed attinenti alla gestione del personale, la parità di genere, il rispetto dei diritti umani, la lotta alla corruzione e la gestione e governance aziendale.

Quando dovrà essere pubblicato il report di sostenibilità in base alla nuova direttiva?

La direttiva avrà un’applicazione progressiva dal 2024 al 2026 secondo il seguente calendario:

  • dal 1° gennaio 2024 inizieranno le imprese già obbligate alla dichiarazione non finanziaria (enti di interesse pubblico come banche, assicurazioni e le grandi società obbligate fino ad oggi). La pubblicazione della rendicontazione dovrà avvenire nel 2025 con riferimento al bilancio 2024;
  • dal 1° gennaio 2025 toccherà alle grandi imprese non ancora soggette alla citata direttiva; per grandi imprese si intendono quelle aziende che superino almeno due dei seguenti parametri:
    – 250 dipendenti;
    – Ricavi > 40 milioni di euro;
    – totale di bilancio > 20 milioni di euro.
    La pubblicazione della rendicontazione dovrà avvenire nel 2026 con riferimento al bilancio 2025;
  • infine, dal 1°gennaio 2026 sarà il momento delle PMI quotate. La pubblicazione della rendicontazione, con standard più snelli, dovrà avvenire nel 2027 con riferimento al bilancio 2026.

Quali principi di rendicontazione dovranno essere utilizzati?

La Commissione Europea ha demandato all’European financial reporting advisory group (EFRAG) la predisposizione dei relativi standard di rendicontazione (ESRS: European sustainability reporting standards); il primo blocco, riguardante le grandi imprese, dovrebbe essere pubblicato ufficialmente entro il primo semestre del 2023 (considerato anche che sono già state predisposte le prime bozze).
Successivamente alla prima pubblicazione dovranno essere predisposti degli standard semplificati per le PMI quotate che potranno essere utilizzati anche dal resto delle PMI qualora volessero pubblicare una rendicontazione volontaria.

Rendicontazione volontaria

Come già detto le PMI diverse da quelle quotate in borsa non saranno obbligate a pubblicare il report di sostenibilità ma saranno gradualmente spinte, a dotarsi volontariamente di reportistica e strumenti per misurare, comunicare e definire piani di sostenibilità, e questo per diverse ragioni:

  1.  innanzitutto, per ottenere un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti di fronte ad un mercato sempre più sensibile a tali temi e per attrarre talenti in azinda;
  2. poi perché i clienti più grandi e le società quotate, obbligate al report di sostenibilità, chiederanno alla propria catena di fornitura informazioni ESG;
  3. e infine ma non per ordine di importanza le banche nella concessione dei finanziamenti, per effetto dei nuovi regolamenti dell’EBA (Autorità Bancaria Europea) saranno tenute a valutare non più solamente i rischi economico-finanziari ma anche quelli ambientali e sociali, pertanto chiederanno gradualmente alle aziende informazioni ESG per la concessione dei finanziamenti.

Per maggiori informazioni contattare Giampaolo Santinelli
Tel. 071 29048227 | mobile  3346634815 | email g.santinelli@confindustria.an.it

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