Il ruolo di Confindustria nel rafforzamento delle misure per l’energia

«In un contesto geopolitico così difficile e di instabilità si riconosce finalmente il supporto alle imprese». Con queste parole Emanuele Orsini ha commentato un intervento che segna un cambio di passo significativo nelle misure a sostegno della transizione energetica e del sistema produttivo.

Al centro della revisione c’è un rafforzamento consistente delle coperture economiche: dai livelli inizialmente previsti, pari al 35%, si è arrivati fino al 90% della copertura dei costi complessivi. Un risultato reso possibile grazie alla conferma di 1,3 miliardi di euro e a un’integrazione aggiuntiva da 200 milioni, che ha permesso di riallineare le misure alle esigenze espresse dal mondo imprenditoriale.

Particolarmente rilevante anche il capitolo dedicato al fotovoltaico. Nella prima bozza circolata nei giorni precedenti, infatti, questo ambito risultava escluso da qualsiasi forma di sostegno. La revisione ha invece portato a una copertura integrale, pari al 100%, segnando un’inversione di rotta netta e accolta positivamente dagli operatori del settore.

Un risultato che riflette anche il lavoro di interlocuzione portato avanti da Confindustria, che ha contribuito a riportare al centro del confronto le istanze delle imprese e la necessità di strumenti coerenti con i percorsi di investimento già avviati.

Lo stesso Orsini ha sottolineato il valore del lavoro svolto al tavolo istituzionale e il ruolo del ministro Adolfo Urso, evidenziando come il mantenimento delle risorse, insieme al loro rafforzamento, rappresenti un segnale concreto di attenzione verso il tessuto industriale. Una scelta che, nelle sue parole, consente agli imprenditori di continuare a riporre fiducia nelle istituzioni.

Per la vicepresidente con delega alla transizione energetica Roberta Finaurini, la revisione delle misure rappresenta una vera e propria iniezione di positività dopo una fase caratterizzata da forte incertezza. Un periodo che rischiava di incidere non solo sul rapporto tra imprese e Stato, ma anche sulla tenuta dell’intera filiera energetica, generando scetticismo proprio su una delle leve oggi più strategiche per la competitività del sistema produttivo.

Un segnale che va oltre il perimetro degli incentivi: per le imprese, alle prese con sfide sempre più impegnative, la condizione essenziale resta un quadro coerente e un clima favorevole, indispensabili per trasformare le difficoltà in opportunità e sostenere con energia i percorsi di crescita.

Per maggiori informazioni contattare Valentina Tittarelli
Tel. 071 29048229 | email v.tittarelli@confindustria.an.it

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