Celebrazioni con istituzioni regionali e sistema associativo: cittadinanza onoraria a Elio Bora per il suo impegno imprenditoriale e umano
Cinquant’anni di impresa, crescita e innovazione nel cuore delle Marche. Bora, l’azienda di Maiolati Spontini leader nella progettazione e produzione di stampi per i settori automotive ed elettrodomestico, celebra il traguardo del mezzo secolo di attività, confermandosi un punto di riferimento nel panorama manifatturiero regionale.
Fondata nel 1975 da Elio Bora come piccola realtà artigianale, negli anni si è sviluppata fino a operare su scala internazionale, con sedi in Italia e in Polonia. Un percorso sostenuto da investimenti costanti in tecnologia e competenze, fondamentali per affrontare passaggi complessi come la crisi del 2008 e la pandemia. Anche nei momenti di maggiore incertezza l’impresa ha mantenuto solidità economica, registrando bilanci positivi che le hanno consentito di consolidare la presenza sul mercato e guardare con fiducia alle nuove sfide. Più recentemente ha intercettato le evoluzioni del settore automotive, entrando nel segmento dell’elettrico e ampliando il portafoglio clienti.
L’anniversario è stato celebrato con un evento che ha riunito dipendenti di ieri e di oggi, collaboratori, familiari e rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle organizzazioni sindacali. Tra i presenti il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e l’assessore al Lavoro Tiziano Consoli. Hanno partecipato inoltre l’ex presidente della Regione Gian Mario Spacca, il presidente ISTAO Mario Baldassarri, il professor Donato Iacobucci e il presidente di Confindustria Ancona Diego Mingarelli. Negli interventi è stato ribadito il ruolo del territorio nello sviluppo industriale e l’importanza di investire sulle nuove generazioni per interpretare le trasformazioni in atto. Durante la serata, inoltre, il sindaco di Santa Maria Nuova, Alfredo Cesarini, ha annunciato il conferimento della cittadinanza onoraria a Elio Bora, per il suo impegno imprenditoriale e umano a favore della comunità locale.
«Quando ho avviato l’attività nel 1975 l’Italia viveva una fase di forte espansione industriale – ha ricordato il fondatore –. Abbiamo costruito il nostro cammino puntando su qualità, responsabilità e spirito di squadra. La capacità di adattarci ai cambiamenti è stata determinante per superare le difficoltà e continuare a guardare avanti con fiducia. In questi anni abbiamo cercato di restituire al territorio parte di ciò che abbiamo ricevuto, sostenendo iniziative di solidarietà nelle Marche e promuovendo missioni in Etiopia, convinti che un’impresa debba assumersi anche una responsabilità sociale».
Particolarmente significativo è stato il riconoscimento ai collaboratori con oltre 35 anni di anzianità, insieme al ricordo di chi ha contribuito nel tempo alla crescita. Ai presenti è stato infine donato il volume autobiografico Le radici di un sogno, nel quale il fondatore ripercorre il proprio cammino umano e professionale.