Dossier Europei più rilevanti

Le tematiche di interesse per l’industria italiana in discussione a Bruxelles

Per Confindustria è fondamentale monitorare con continuità i dossier Europei più rilevanti e intervenire con competenza nei tavoli.

Il contesto europeo attuale è estremamente complesso e caratterizzato da tensioni geopolitiche acute, distorsioni commerciali e crescente competizione globale.

Di seguito alcune tematiche di attualità.

1. La Commissione europea ha modificato significativamente le proprie priorità strategiche, concentrandosi sul rafforzamento della competitività e sulla valorizzazione dell’industria. Gli obiettivi di decarbonizzazione precedentemente stabiliti vengono mantenuti fermi. L’approccio attuale mira a conciliare in modo più equilibrato gli obiettivi di competitività con quelli ambientali. La questione energetica è una priorità assoluta, con necessità di ridurre i costi dell’energia in seguito agli aumenti significativi degli ultimi anni e alle marcate differenze di prezzo tra i Paesi membri dell’Unione.

Il quadro regolamentare europeo è riconosciuto come eccessivamente complesso, generando oneri burocratici e costi che gravano quotidianamente sulle imprese.

2. Per quanto riguarda il Quadro finanziario pluriennale, che entrerà in vigore nel 2028, si articolerà in due pilastri: il primo include politiche di coesione e fondi strutturali gestiti a livello nazionale e regionale, il secondo comprende programmi a gestione diretta dell’UE tra cui Horizon Europe e il nuovo Fondo europeo per la competitività con quattro finestre tematiche (decarbonizzazione, digitalizzazione, scienze della vita e spazio-difesa) con dotazioni di circa 16 miliardi di euro ciascuno, riconoscendo ricerca e innovazione come leve fondamentali per la competitività e affrontando il gap di innovazione europeo caratterizzato dall’incapacità di trasformare le ricerche in prodotti commercializzabili.

3. Relativamente all’Industrial Accelerator Act, il provvedimento è stato presentato il 4 marzo scorso con l’obiettivo di aumentare la capacità industriale e produttiva europea e portare la quota della manifattura al 20% del Pil entro il 2035. Il focus è su industrie ad alta intensità energetica, settore automotive e tecnologie net-zero, con particolare attenzione a materiali strategici come acciaio, cemento e alluminio. Le misure principali comprendono sostegno alla domanda di prodotti e materiali low-carbon attraverso appalti pubblici, accelerazione delle procedure autorizzative per nuovi progetti industriali, e introduzione del concetto di preferenza europea negli appalti pubblici.

4. La Commissione ha fissato obiettivi ambiziosi di riduzione degli oneri amministrativi del 25% per tutte le imprese e del 35% per le Pmi entro la fine del mandato. Sono stati presentati pacchetti omnibus per reporting in materia di sostenibilità finanziaria, normative digitali, ambiente e legislazione energetica (previsto per il secondo trimestre 2026).

5. Il 18 marzo scorso è stata presentata una proposta per istituire un 28° regime societario europeo armonizzato e opzionale. L’obiettivo è semplificare la costituzione e l’espansione delle imprese nel mercato unico, facilitare le operazioni transfrontaliere e supportare particolarmente startup e scale-up innovative.

6. Il nuovo Fondo per la competitività è stato progettato per collegarsi strettamente al programma di ricerca e innovazione Horizon Europe, coprendo l’intero ciclo dell’innovazione dalla ricerca allo sviluppo industriale, fino alla commercializzazione. L’obiettivo è affrontare il gap di innovazione europeo, caratterizzato dall’incapacità di trasformare le ricerche in prodotti commercializzabili. Il Fondo prevede quattro finestre tematiche: decarbonizzazione, digitalizzazione, scienze della vita (incluse biotecnologie e agricoltura) e spazio e difesa.

7. La Commissione ha annunciato l’intenzione di presentare una revisione della raccomandazione del 1994 sul trasferimento di impresa. In Italia circa un terzo delle aziende familiari sarà interessato dalla transizione generazionale nei prossimi dieci anni: l’obiettivo è assicurare che il passaggio generazionale sia vissuto come opportunità anziché come momento di crisi. Si è in attesa della presentazione della proposta.

8. In relazione alla definizione di Pmi e small mid-cap, da tempo viene richiesto almeno un adeguamento delle soglie finanziarie ai parametri dell’inflazione, considerando che dal 2003 il contesto economico è significativamente cambiato. La Commissione esita a procedere, temendo di aprire un dibattito complesso dato che la definizione attuale è il risultato di un equilibrio difficilmente raggiunto. Nell’aprile 2025, la Commissione ha introdotto una nuova definizione di small mid-cap. Il lavoro di monitoraggio e advocacy di Confindustria continua a vari livelli istituzionali per garantire che le esigenze delle imprese italiane, specialmente quelle di piccole e medie dimensioni, siano adeguatamente rappresentate e tutelate nel processo legislativo europeo.

Il lavoro di monitoraggio e advocacy di Confindustria è costante a vari livelli istituzionali per garantire che le esigenze delle imprese italiane, specialmente quelle di piccole e medie dimensioni, siano adeguatamente rappresentate e tutelate nel processo legislativo europeo

Per maggiori informazioni contattare Francesco Angeletti
Tel. 071 29048218 | mobile  3315758931 | f.angeletti@confindustria.an.it

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