Primo risultato della collaborazione che dal prossimo anno accademico darà vita al nuovo corso universitario e all'Osservatorio regionale sulle imprese familiari
La ricerca offre una prima fotografia del sistema marchigiano e delle sfide legate a governance e passaggio generazionale
Ancona, 11 luglio 2026 – Nelle Marche oltre l’81% delle imprese è a conduzione familiare, ma quasi otto su dieci presentano criticità nella governance e nella pianificazione del passaggio generazionale. È il principale dato emerso dalla prima tesi di laurea magistrale realizzata nell’ambito del progetto dedicato all’imprenditoria familiare, realizzato in sinergia da Confindustria Ancona e Università Politecnica delle Marche, con la collaborazione di AIDAF, Associazione Italiana delle Imprese Familiari e il supporto di Azimut Capital Management SGR S.p.A., Deloitte &Touche S.p.A. e AON S.p.A., discussa oggi alla Facoltà di Economia dell’Ateneo.
Si tratta del primo risultato concreto di una collaborazione che anticipa l’avvio, dal prossimo anno accademico, del nuovo insegnamento universitario dedicato e dell’Osservatorio regionale sulle imprese familiari. Un progetto condiviso per fornire strumenti di analisi e formazione per affrontare il cambiamento e la transizione generazionale, sostenere la continuità e il futuro delle aziende familiari marchigiane, storicamente spina dorsale dell’economia locale.
La tesi, dal titolo “L’innovazione dei modelli di business nelle imprese familiari in tempi di transizioni”, realizzata da Leonardo Paccapelo, studente del corso di laurea magistrale in Economia e Management Curriculum Marketing, sotto la supervisione di Alessandro Cinti, Docente di Modelli di Business e Strategie di Marketing e ricercatore presso il Dipartimento di Management dell’Università Politecnica delle Marche, analizza il sistema delle imprese familiari marchigiane, approfondendone la diffusione, il livello di evoluzione generazionale e i principali fattori di criticità.
Nelle Marche si contano 29.976 imprese familiari, pari all’81,2% dell’intero sistema economico locale. Di queste, il 79% presenta un livello medio o elevato di criticità: 9.949 rientrano nella fascia ad alto rischio e 13.797 in quella a rischio medio. La principale vulnerabilità riguarda la carenza di adeguati modelli di governance, un fattore che rende difficile pianificare la transizione e garantire la continuità aziendale. Dalla tesi, che presenta un’analisi quantitativa di contesto e si sviluppa attraverso la realizzazione di uno studio di caso di una realtà imprenditoriale del territorio poi messa a confronto con altre nove, si evince come il nodo centrale non sia il ricambio generazionale in sé, bensì la capacità di prepararlo e governarlo. Quando il passaggio viene pianificato con anticipo e condiviso all’interno della famiglia imprenditoriale, le nuove generazioni riescono a valorizzare il patrimonio di competenze, relazioni e valori costruito nel tempo, integrandolo con nuove capacità manageriali e una maggiore propensione all’innovazione
Per Confindustria Ancona l’iniziativa segna un passaggio storico: per la prima volta nel Centro Italia, una associazione territoriale di Confindustria sostiene direttamente un percorso universitario, rafforzando la collaborazione tra mondo accademico e sistema produttivo. «Le imprese familiari sono il cuore del nostro sistema economico, ma non basta trovare un successore: occorre saper pianificare il futuro», dichiara il presidente di Confindustria Ancona, Diego Mingarelli «La transizione generazionale è una sfida decisiva per la competitività delle Marche, poiché dalla continuità aziendale dipendono occupazione, investimenti e sviluppo e la formazione è una leva strategica per accompagnare questo cambiamento, rafforzare il dialogo tra imprese e università e favorire l’innovazione. È un investimento concreto sui giovani e sul futuro del territorio: valorizzare il talento e sostenere chi guiderà il cambiamento significa costruire un sistema economico sempre più competitivo, dinamico, aperto e capace di affrontare le sfide dei prossimi anni.»
Ufficio Stampa Confindustria Ancona