Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028: oltre 80 imprese in Confindustria per costruire il futuro della città

Nella sede dell’Associazione Dorica l’incontro con il sindaco Silvetti e l’assessore Paraventi dedicato alle prospettive di sviluppo e crescita legate al prestigioso riconoscimento

Ancona, 11 maggio 2026 – Oltre 80 imprese hanno risposto con entusiasmo alla chiamata di Confindustria Ancona per un incontro strategico con il sindaco Daniele Silvetti e l’assessore alla Cultura Marta Paraventi. Un momento di confronto ospitato, oggi pomeriggio, nella sede dell’Associazione, interamente dedicato alle opportunità aperte dalla nomina di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028.

L’ampia partecipazione testimonia la volontà del sistema produttivo di contribuire attivamente al percorso di valorizzazione della città. Confindustria Ancona ha accompagnato il progetto sin dalle prime fasi della candidatura, riconoscendone il valore strategico per le Marche.

“Abbiamo scommesso su questa sfida sin dal primo momento – ha esordito il presidente Diego Mingarelli – perché Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028 rappresenta un traguardo che premia una visione capace di coniugare identità, progettualità e apertura internazionale. Abbiamo sostenuto la candidatura con convinzione, certi che la cultura sia una leva strategica in grado di generare innovazione e nuove opportunità per il territorio. Questo traguardo mette al centro il capitale umano, le competenze e la qualità delle relazioni, che rappresentano il vero motore delle nostre imprese. L’obiettivo ora è unire questo patrimonio al saper fare manifatturiero, rendendo l’intera regione più competitiva e capace di attrarre talenti. Vogliamo che il 2028 non sia un punto di arrivo, ma un volano per proiettare le Marche verso il futuro.”

Il sindaco Daniele Silvetti ha sottolineato l’importanza di questa sinergia. “Il riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura 2028 – ha detto – rappresenta il risultato di un grande lavoro collettivo che Ancona è riuscita a costruire grazie a una rete ampia e vitale di associazioni, realtà culturali e imprenditoriali, istituzioni e cittadini. Ora si apre una fase altrettanto importante: quella della costruzione e gestione del percorso verso il 2028. In questa programmazione sarà fondamentale rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato, coinvolgendo sempre di più il mondo delle imprese, che rappresenta un interlocutore strategico per lo sviluppo della città. La cultura non è separata dalla crescita economica e dallo spirito imprenditoriale, ma ne è parte integrante: significa innovazione, attrattività, qualità urbana, capacità di generare opportunità e futuro. Le imprese possono avere un ruolo decisivo nel rendere il progetto di Capitale della Cultura un’occasione concreta di crescita duratura”

“Ringrazio Confindustria Ancona per l’invito rivolto a me e al sindaco – ha aggiunto l’assessore Paraventi – a presentare il dossier di Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028 e per aver aderito con convinzione a questo percorso strategico per la città. Il progetto proposto da Confindustria interpreta in modo molto qualificato il rapporto tra cultura, impresa e futuro, valorizzando Ancona come Porta d’Oriente, hub della Macroregione Adriatico-Ionica, città naturalmente proiettata verso la nuova Europa e territorio segnato da una forte cultura d’impresa. È un contributo prezioso perché dimostra che Ancona 2028 non è soltanto un progetto culturale, ma una visione civile, economica e comunitaria, capace di coinvolgere tutte le energie migliori della città e del territorio”.

 Ufficio Stampa Confindustria Ancona

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