Crisi Russia – Ucraina: nuove misure adottate dall’UE

Nuove misure adottate il 9 marzo dalla UE, dai principali partner commerciali e dalla Russia

A seguito del proseguimento e dell’intensificarsi dell’attacco nei confronti dell’Ucraina, il 9 marzo l’UE ha approvato un nuovo pacchetto di sanzioni contro Russia e Bielorussia.

 

Per la Bielorussia 

Vengono introdotte nuove restrizioni finanziarie, rispetto a quelle previste dal Reg. UE 756/2006, allineando il regime sanzionatorio a quello disposto per la Russia, evitando così elusioni.

In particolare, le restrizioni prevedono:

  • il blocco delle transazioni relative alle riserve e agli asset della Banca Centrale (con le stesse deroghe previste per la Russia, nel caso di transazioni necessarie per assicurare la stabilità finanziaria);
  • l’esclusione a partire dal 20 marzo 2022 dai sistemi di messaggistica finanziaria utilizzati per i pagamenti (SWIFT) delle banche Belagroprombank, Bank Dabrabyt, Development Bank of the Republic of Belarus;
  • il divieto di quotare in borsa o di fornire servizi di borsa in UE per le società bielorusse con partecipazione statale superiore al 50% e il divieto di vendere a cittadini bielorussi valori mobiliari denominati in euro emessi dopo il 12 aprile 2022, o quote di organismi di investimento collettivo che offrono esposizioni verso tali valori. A tale proposito, si segnala che riguardo a tali divieti, sono stati esplicitamente inclusi, nella definizione di “valori mobiliari” che possono essere negoziati sui mercati dei capitali, anche quelli sotto la forma di “crypto-attività”, esclusi gli strumenti di pagamento;
  • il divieto per le banche UE di accettare depositi superiori a 100.000 euro da soggetti bielorussi;
  • il divieto di esportare in Bielorussia banconote denominate in euro;
  • l’obbligo per le banche UE di notificare alle Autorità nazionali competenti o alla Commissione entro il 27 maggio 2022 una lista dei depositi superiori a 100.000 euro detenuti da soggetti bielorussi o da residenti in bielorussi anche abbiano ottenuto la cittadinanza UE.

Per la Russia 

sono state previste nuove restrizioni, quali:

  • il blocco alle esportazioni di beni e tecnologie per la navigazione marittima (tra cui equipaggiamenti radio), nonché della relativa assistenza tecnica e finanziaria;
  • l’esplicito inserimento, nella definizione di “valori mobiliari” che possono essere negoziati sui mercati dei capitali, anche di quelli sotto la forma di “cryptoattività”, esclusi gli strumenti di pagamento;
  • il divieto di fornire servizi finanziari alla società Russian Maritime Register of Shipping.

Inoltre, sono stati designati altri 160 individui (14 imprenditori e 146 membri del Consiglio della Federazione che hanno votato in favore del riconoscimento delle repubbliche separatiste), nei confronti dei quali si applica il congelamento dei fondi e il travel ban. Il totale dei soggetti listati dalla istituzione del regime sanzionatorio al 9 marzo comprende 875 individui e 53 entità.

 

Le recenti misure adottate da USA e UK

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, un nuovo ordine esecutivo presidenziale emesso l’8 marzo dispone il divieto di importazione di petrolio e gas russi (in particolare, petrolio greggio; petrolio; combustibili petroliferi, oli e prodotti della loro distillazione; gas naturale liquefatto; carbone; e prodotti carboniferi), di nuovi investimenti nel settore energetico da parte di soggetti statunitensi ed ulteriori misure. L’OFAC ha rilasciato una licenza generale (General License 16) che autorizza fino al 22 aprile 2022 l’importazione di petrolio in base a contratti già conclusi prima dell’8 marzo. Il Dipartimento del Tesoro ha pubblicato linee guida di orientamento relative al nuovo ordine esecutivo.

Anche il Regno Unito ha rafforzato la propria azione con l’annuncio di un piano per eliminare gradualmente le importazioni di petrolio russo entro la fine dell’anno e l’introduzione di restrizioni sugli aeromobili russi e di nuove sanzioni commerciali. Il 10 marzo, inoltre, il governo UK ha integrato gli elenchi dei soggetti designati, includendo oligarchi vicini al regime russo quali Roman Abramovich, presidente della squadra di calcio inglese del Chelsea, Oleg Deripaska, proprietario dell’EN+ Group, Igor Sechin, a capo della Rosneft, ed altri per i quali è disposto il congelamento dei beni.

Ulteriori contro sanzioni introdotte dalla Russia

L’8 marzo il Cremlino ha emanato un decreto che prevede la possibilità per il Governo di introdurre, tramite appositi decreti, restrizioni all’esportazione e all’importazione di materie prime e prodotti fino al 31 dicembre 2022. La lista degli Stati esteri per cui saranno valide tali restrizioni che dovrebbero essere pubblicata nei prossimi giorni.

Una prima lista di restrizioni temporanee è stata pubblicata il 9 maggio. Si applica a prodotti che non possono essere esportati fino alla fine dell’anno. La lista include beni nei settori tecnologico, delle telecomunicazioni, medico, macchinari agricoli e veicoli per un totale di oltre 200 codici doganali. L’ambito geografico di applicazione include tutti i Paesi terzi, con l’eccezione dell’Unione economica eurasiatica, l’Abkhazia e l’Ossezia del Sud.

Inoltre, il decreto vieta fino alla fine dell’anno anche l’export di alcuni tipi di legname verso tutti i Paesi inseriti nell’elenco degli “ostili” nei confronti della Federazione.

Queste restrizioni si aggiungono ad alcune misure introdotte nei giorni scorsi dalla Presidenza e dalla Banca Centrale russa a tutela del sistema finanziario e della moneta nazionale, tra cui la sospensione della cedibilità dei titoli detenuti da soggetti non residenti nella Federazione Russa e la designazione della lista di Paesi “ostili” verso i quali sono vietate alcune tipologie di transazioni in valuta estera da parte dei residenti.

Misure compensative UE

La Commissione sta esplorando alcune possibili opzioni per lenire l’impatto economico dell’escalation di sanzioni e contro-sanzioni di Mosca. Fra le ipotesi già annunciate si fa strada l’adozione di un temporary framework per gli aiuti di Stato sulla falsariga di quello istituito per la pandemia.

Nel frattempo, l’8 marzo la Commissione UE ha presentato la comunicazione “REPowerEU: azione europea comune per una energia più accessibile, sicura e sostenibile” per contenere l’innalzamento dei prezzi dell’energia e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili russi, nella quale si conferma la possibilità per gli Stati membri di regolamentare i prezzi, sfruttare la flessibilità delle norme sugli aiuti di Stato per fornire sostegno a breve termine alle imprese.

Nella stessa Comunicazione si valuta l’adozione di una proposta legislativa da presentare entro aprile per imporre agli impianti di stoccaggio di gas di raggiungere almeno il 90 % della capacità entro il 1º ottobre di ogni anno e un piano che preveda:

  • una diversificazione degli approvvigionamenti di gas, grazie all’aumento delle importazioni (GNL e via gasdotto) da fornitori non russi e all’innalzamento dei volumi di produzione e di importazione di biometano e idrogeno rinnovabile;
  • la riduzione più rapida dell’uso dei combustibili fossili attraverso miglioramenti dell’efficienza energetica;
  • l’aumento delle quote di energie rinnovabili e l’elettrificazione; la risoluzione delle strozzature infrastrutturali.

Rimane inoltre sul tavolo la sospensione della clausola MFN (Most Favoured Nation) nei confronti di Russia e Bielorussia. Dopo il supporto unanime degli Stati membri emerso durante il comitato “politica commerciale” del Consiglio dello scorso 4 marzo, si attende che il processo sia avviato da una dichiarazione politica di condanna dell’invasione russa, che i Paesi del G7 dovrebbero promuovere in seno all’OMC.

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